forti c deboliLa fattispecie sottoposta al sindacato di legittimità riguarda ancora una volta la decodificazione dell'art. 149 c.d.a e delle questioni di proponibilità dell'eventuale domanda giudiziale.

In particolare, nella vicenda che ci occupa, il Giudice di Pace a seguito di una domanda giudiziale intentata nei confronti del responsabile civile e della compagnia assicurativa garante la r.c.a. del veicolo danneggiante, con sentenza, la dichiarava improponibile in virtù del fatto che il danneggiato nella fase stragiudiziale si era avvalso dell'azione di risarcimento diretta ex art. 149 C.D.A..

In appello, il Tribunale confermava la sentenza di primo grado così argomentando: se il danneggiato ha optato per la procedura di cui all'art. 149 cda nella fase stragiudiziale, egli «non può convenire che la propria compagnia assicuratrice» nella successiva fase giudiziale.

Nel caso in esame, quindi, la società appellante, dopo aver inviato la richiesta di risarcimento alla società X (assicuratore proprio) e solo per conoscenza alla società Y (assicuratore altrui), avrebbe potuto cominciare la causa nei soli confronti della società X, che era quella che aveva istruito la fase stragiudiziale. In sostanza - escluso che le due azioni riconosciute dalla legge siano cumulabili tra loro ovvero proponibili in fasi successive - il Tribunale ha osservato che la parte danneggiata non aveva la possibilità di «azionare la fase stragiudiziale sulla base della procedura di risarcimento diretto e, successivamente, agire giudizialmente nei confronti dell'altra compagnia assicurativa>>.

Gli Ermellini per inquadrare correttamente i termini della complessa e delicata questione in esame, hanno richiamato la sentenza n. 180 del 2009 della Corte costituzionale, la quale, nel dichiarare non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 149 c.d.a., ha osservato che la procedura ivi regolata non costituisce un obbligo, bensì una facoltà per la parte danneggiata.

La sentenza in questione ha rilevato che un'interpretazione «costituzionalmente orientata dell'art. 149 consentirebbe, accanto all'azione diretta contro la compagnia assicuratrice del veicolo utilizzato, la persistenza della tutela tradizionale nei confronti del responsabile civile, dal momento che il Codice delle assicurazioni si è limitato "a rafforzare la posizione dell'assicurato rimasto danneggiato, considerato soggetto debole, legittimandolo ad agire direttamente nei confronti della propria compagnia assicuratrice, senza peraltro togliergli la possibilità di fare valere i suoi diritti secondo i principi della responsabilità civile dell'autore del fatto dannoso" (ordinanza n. 441 del 2008)» per cui il Giudice delle leggi è pervenuto alla conclusione che «l'azione diretta contro l'assicuratore del danneggiato non rappresenta una diminuzione di tutela, ma un ulteriore rimedio a disposizione del danneggiato», rilevando che simile interpretazione è anche maggiormente coerente con i criteri contenuti nella legge delega.

La Suprema Corte, pertanto, in nome di quelle esigenze di tutela del danneggiato e di snellimento delle procedure che anche la Corte costituzionale ha posto in luce nella suindicata sentenza, ha ritenuto che un'interpretazione costituzionalmente orientata non possa che andare nella direzione di ritenere sufficiente l'invio della richiesta di risarcimento anche solo "per conoscenza".

Pe questi motivi gli Ermellini hanno accolto il ricorso e cassata l'impugnata sentenza stabilendo il seguente principio di diritto:

«Nell'assicurazione per la responsabilità civile degli autoveicoli, ove il danneggiato abbia inviato la richiesta di risarcimento dei danni alla propria impresa di assicurazione, secondo il modello dell'art. 149 del d.lgs. n. 209 del 2005, e per conoscenza all'impresa di assicurazione dell'altro veicolo coinvolto, e siano decorsi i termini di cui all'art. 145 del medesimo decreto, qualora la fase stragiudiziale non si concluda con un esito positivo, il danneggiato può proporre la domanda giudiziale anche nei confronti dell'impresa assicuratrice dell'altro veicolo coinvolto».

Di seguito il link dove poter leggere il testo integrale della sentenza 24548 del 05/10/2018 Cass. Civile Sez. 3.

Pubblicato in infortunistica stradale

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